Acquisto più libri di quelli che potrò mai leggere

Mi sono imbattuta in un articolo del 2014, Perché compro libri in modo compulsivo: ripropongo il testo integralmente qui, dato che rispecchia la mia situazione al 100%! La mia reazione è stata semplicemente: “Che bello, non sono sola!”

Buona lettura!


Giorni fa ho letto l’accumulo di Alessandro Girola, un post che parlava dell’accumulo di libri, tanti, più di quelli che si possa riuscire a leggere. Mi sono trovato coinvolto perché vivo da anni nella stessa situazione.

Tempo fa ho fatto un rapido calcolo, considerando una media di libri che riesco a leggere in un anno – dal 2011 sono circa 43 l’anno – e quanti me ne mancano da leggere – numero che però aumenta ogni mese e talvolta ogni settimana. Insomma, non comprando altri libri, mi occorreranno 23 anni per leggerli tutti. Ovviamente supponendo di campare fino a quel giorno. Ah, non ho considerato qualche decina di ebook.

Se non li compro subito, poi finiscono
Questo è stato il mio pensiero per diverso tempo, da quando ho iniziato a leggere molto. I classici antichi e moderni si trovano sempre, perché vengono continuamente ristampati ed esistono parecchie edizioni. Ma i romanzi moderni? Quelli no, quelli finiscono prima o poi.
Non so se sia vero, però la percezione che ho, appena esce un romanzo che può interessarmi, è proprio questa: quel libro adesso c’è, lo vedo, ma fra un anno sarà sparito da tutte le librerie.
Non è vero, o almeno non lo è per la stragrande maggioranza dei libri. Ma tant’è: io me l’accatto, ché non si sa mai.

Comprare libri è un antidepressivo
E anche leggerli, certo. Ma anche per me comprare libri significa colmare un vuoto non materiale, un vuoto fatto di continue insoddisfazioni esistenziali, e allora quell’acquisto compulsivo di libri tampona per breve tempo ferite che poi riprendono a sanguinare.
Il tempo di aprire il pacco, rigirare fra le mani ogni libro, aprirlo, sentirne l’odore – sì, io sono uno di quelli che annusa ogni oggetto che compra – sfogliarlo, leggere qualche brano per assaggiarlo, come assaggeresti un cibo, aggiornare l’elenco dei libri e trovare spazio sugli scaffali stracolmi.
Poi torna tutto come prima. E ricominci allora a segnare sulla Lista desideri i nuovi libri che trovi in rete, qui e là, prima di fare un nuovo acquisto. Il cerchio infinito.

Guardare i libri fa bene alla salute
E anche leggerli, certo. Però mi sono accorto da tempo che questo accumulo sfrenato mira a un obiettivo quasi inconsapevole: quello di avere un’intera stanza adibita a libreria, con un tavolo al centro e tutto intorno scaffali pieni di libri fino al soffitto e magari una di quelle scale che si vedono nei film, quelle con le ruote che sposti lungo la libreria.
Così ti siedi al tavolo, che diventa una specie di studio, dove te ne stai a leggere e scrivere fuori dal mondo, ché tanto è sempre pieno delle solite chiacchiere. Ecco, mi fermo a guardare i miei libri, li osservo, ogni tanto capita anche che ne scopra qualcuno che avevo dimenticato e allora dico “Ma guarda, ho anche l’Orlando furioso” e mi chiedo quando cavolo l’ho comprato ché proprio non mi torna in testa.
Infatti mi ritrovo con una decina di libri doppi proprio per non essermi ricordato di averli già…

L’emozione dell’attesa
Ma vogliamo parlare di cosa si provi aspettando il pacco di libri? Dal momento dell’ordine inizia l’attesa: l’email di conferma, l’avviso di spedizione, il tracciamento del pacco, il citofono che suona: “C’è un pacco per Daniele”, che suona un po’ come “È arrivata un’altra fregatura per Daniele”, ma invece è il pacco pieno di libri.
Insomma, ogni acquisto di libri ti fa tornare indietro a quando scartavi regali da bambino sotto l’albero di Natale. Ecco perché li compro più online che in libreria – no, non è vero: online li pago meno.

Perché compro libri in modo compulsivo
Perché è l’unica cosa che mi fa stare bene.

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