A cosa servono gli screenshot

Da un mesetto a questa parte, ho ricominciato a fare degli screenshot da Facebook. Un modo come un altro per tenermi impegnata, dato che:

  • al momento, sono disoccupata;
  • vivo in una casa piccola e non spendo troppo tempo nel tenerla in ordine;
  • gli annunci di lavoro sono talmente pochi che mi portano via meno tempo che tenere in ordine casa;
  • dormo poco.

Ergo, perché gli screenshot?

Come anticipato, perché fanno scorrere un po’ più velocemente il tempo: comportano tutta una serie di azioni come leggere post e commenti, selezionare quelli da pubblicare, anonimizzarli con Paint (se no che perdita di tempo è?) che a loro volta portano all’ultimo step, cioè postarli su Twitter. E poi perché mi portano spesso anche a riflettere sia sui contenuti, sia sugli autori dei vari commenti/post (quasi tutte persone che bene o male frequento e in minima parte altra gente che ha a che fare con loro): ci sono a volte botta e risposta per me abbastanza illuminanti.

Perché anonimizzare

Banalmente, il rendere anonimo un qualunque contenuto ha l’obiettivo di evitare le rotture di scatole, di qualunque tipo. Quasi tutti gli screenshot provengono da post con limitazione a “solo amici” ed in ogni caso quasi tutti gli autori li conosco di persona. Non si tratta però solo di questo: a me non importa rendere noto che Tizia e Sempronio tendono ad essere delle superbe teste di cavolo una volta scostato lo sbrilluccichio della loro bacheca Facebook. Mi interessano solo le idee espresse sotto la minima spinta di un articolo (magari una bufala!) o di un meme che viene condiviso sul social blu. E rifletterci un po’ su. O magari solo farmi quattro risate, su queste “idee”.

Perché non dirglielo nei commenti o, meglio, in faccia

Se c’è bisogno e/o ne ho l’occasione, lo faccio eccome! Più precisamente, la sezione “commenti” la lascio perdere: aspetto che il discorso salti fuori quando ci si incontra!

Perché Twitter

Altra risposta banale: perché le mie amicizie/conoscenze non se lo filano! Nemmeno per sbaglio! Al massimo sanno che esiste anche questo social, ma non lo usano perché non gli piace e/o non lo capiscono. Ed io non sono una TweetStar (si scrive così?) da millemilla followers, i miei sono tipo 200 e poco interattivi. Quindi al momento godo di una relativa tranquillità, anche se ci vuole giusto un secondo per scoprirmi, visto che i miei profili Twitter ed Instagram sono collegati fra loro e a questo blog, che a sua volta ha una pagina Facebook dove ci sono tutti i link a tutti questi profili social! Manca solo LinkedIn (sì, ho pure quello), ma quello preferisco lasciarlo allegramente fuori… se mai avrò un blog vero e serio, allora potrei anche pensare di farlo sbarcare su LinkedIn, ma adesso non è proprio il caso!

Alla fine della fiera?

Niente, mi aiutano a pensare e a riflettere… Alcuni costituiscono anche una riserva da cui attingere per avere, in caso di necessità, delle risposte ad hoc! Uno in particolare, che ho quasi imparato a memoria:


Il primo screenshot è riferito ad uno delle tante “lezioni di vita”, scritte con quei font tanto carinelli e dal contenuto alquanto “Io sò io e voi nun siete un cazzo“, che girano su Facebook da praticamente sempre.
Il secondo è una risposta ad una persona che difendeva il suo essere d’accordo con la “lezione di vita” ricondivisa.
Io avevo pensato ad un semplicissimo Ricordate che chi si loda, si sbroda… ma questa combo di commenti è stata molto più efficace! Ecco perché sono convinta che queste risposte non meritino il dimenticatoio: perché sono efficaci, perché fanno tornare qualcuno nel mondo reale!

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