#AzzurreSuRaiUno – Un Mondiale per cui tifare ancora c’è!

#AzzurreSuRaiUno

La pagina Calcio Femminile sta diffondendo questa iniziativa:

Un Mondiale per cui tifare ancora c’è ed è quello delle Azzurre che si giocano la Qualificazione il 28 novembre col Portogallo.
Unisciti alla campagna di Assist “Azzurre su Rai1” e condividi questa immagine più che puoi (anche scaricandola e facendo un tuo post). Noi scriveremo oggi alla Presidente RAI Monica Maggioni e ci serve il vostro sostegno.
#AzzurreSuRaiUno – #diritti #sport #Azzurri #Nazionale #calcio #calciofemminile (tnks to Flavia,Roberta,Ippolita per idea e creatività)

L’idea però è di Assist – Associazione Nazionale Atlete, nata nel 2000 e che ha come obiettivo la tutela e la rappresentazione dei diritti delle Atlete di tutte le discipline sportive operanti a livello agonistico. Sono presenti anche su Twitter: Assist_Italy.

All’iniziativa si stanno unendo diversi nomi noti dell’editoria, dello sport e dei media. Ad esempio, il Corriere ha pubblicato questo bellissimo video:

Nei giorni scorsi, su RadioDue, nel corso del programma Caterpillar, è stata intervistata Luisa Rizzitelli (presidente di Assist) e Carolina Morace ha inviato un messaggio video in merito all’iniziativa (e non solo…). Anche la Repubblica ha dedicato un articolo alle qualificazioni delle Azzurre e ad #AzzurreSuRaiUno.

Pizza e birra sono pronte, mancano solo le #AzzurreSuRaiUno!

“Generazione 6.5” – Il terremoto raccontato in maniera diversa

Come Vita di Paese, anche il progetto “Generazione 6.5” merita la più ampia visibilità. Guardate il video e poi condividetelo, per aiutare Alessandra e tutte le persone che si ritrovano nella sua stessa situazione!

“Generazione 6.5” è un format giornalistico teatrale che non parla di terremoto ma di persone. Racconta il percorso di Alessandra che in 120 secondi ha perso tutto ciò che possedeva… una casa, un paese, una comunità. Alessandra è ripartita. Con fatica ma è ripartita aiutando in primis il suo paese, combattendo incubi e burocrazia. Utilizzando il web per fare squadra, per dimostrare che le potenzialità positive della rete sono illimitate. Una storia di speranza e di ottimismo che aiuta a riflettere su molti aspetti delle nostre vite.

[Foto] Termoli, 18.10.2017

Terza ed ultima puntata dei miei ultimi scatti in sud Italia! Dopo Lecce e Gallipoli, sono saltata direttamente a Termoli, una cittadina che non ho mai visitato. Spero di tornarci presto e soprattutto con più calma. Le foto di Termoli sono state tutte pubblicate su Instagram:
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[In giro] Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi: lungo il Sentino e al Tempio del Valadier

Mattinata del 1° Maggio trascorsa a spasso, vicino a casa! Sono tornata infatti nella zona di Frasassi, all’interno del Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi. Lungo la Gola della Rossa ci sono alcuni punti di accesso al torrente Sentino e si trova un sentiero che porta al Tempio del Valadier: ecco molto brevemente in cosa è consistito il mio tour, ovviamente documentato da diversi scatti!
Il tratto di torrente ritratto oggi si trova qualche metro al di sotto del livello stradale ed è spettacolare. Questo torrente tocca Marche ed Umbria con la sua lunghezza di 45 km; inoltre è un affluente del Fiume Esino.

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Ero lì col mio cane e dopo averlo fatto divertire un po’, l’ho richiamato all’ordine per prendere il sentiero che porta al Tempio del Valadier. Questo sentiero si trova a circa un 1 km dalla Grotta Grande del Vento, cioé la grotta d’ingresso alle Grotte di Frasassi.

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Una volta in cima, arriviamo ad un’altra grotta, la Grotta della Beata Vergine di Frasassi.

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Questa grotta è una cavità naturale che si estende per 4,5 km ed ospita una nutrita colonia di pipistrelli. Inoltre ospita il Tempio del Valadier (dal nome del suo architetto), che fu costruito per volere di Papa Leone XII. Nella foto sotto, il tempio del Valadier visto dalla Grotta della Beata Vergine di Frasassi:

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Qui invece il panorama che si può ammirare ponendosi sul lato destro del tempio:

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Quest’altra foto invece è stata scattata proseguendo sul lato sinistro del Tempio del Valadier, vicino a quel che resta di un vecchio Santuario:

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E infine il sentiero da imboccare per rifare il sentiero e poter tornare a casa:

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Fonti delle informazioni riportate in questo post:

[In giro] Fabriano InAcquarello 2017

Fabriano InAcquarello 2017
Nei giorni scorsi, dal 20 al 23 Aprile, si è tenuta a Fabriano la settima edizione di Fabriano InAcquarello, manifestazione che riunisce artisti acquarellisti provenienti da tutto il mondo. Gli artisti partecipanti hanno partecipato a workshop, demo, momenti di pittura collettiva e di pittura en plain air, dislocati nel centro storico della città. Circa un migliaio di acquarelli potranno essere ammirati, suddivisi in 38 mostre, fino al 15 maggio. Nella kermesse sono state coinvolte anche Ancona, Cerreto d’Esi, Genga, Gubbio, Sperlonga, Spoleto e Urbino.
Io ho fatto qualche scatto nelle giornate del 22 e 23 Aprile:

La storia di Jermain Defoe e Bradley Lowery: un insegnamento di vita [Delinquenti del pallone]

26 Marzo 2017, stadio di Wembley. Le telecamere indugiano sui giocatori che stanno per fare il loro ingresso sul terreno di gioco, da una parte l’Inghilterra, dall’altra la Lituania.

Come spesso accade, i giocatori sono accompagnati nel loro tragitto dallo spogliatoio al centro del campo da alcuni bambini, che hanno l’occasione di ammirare da vicino e toccare letteralmente con mano i propri beniamini. Una cosa carina che si ripete su vari campi in Europa e nel mondo, nulla di particolarmente sconvolgente.

Questa volta però c’è qualcosa di diverso: la telecamera indugia insistentemente sulla fila dei calciatori inglesi, dove in prima posizione non c’è Joe Hart, come sarebbe logico aspettarsi, in quanto capitano della squadra, bensì Jermain Defoe, fresco di convocazione dopo 3 anni e mezzo di assenza dalla Nazionale.

Non è questo però il motivo per cui Defoe apre la fila dei giocatori inglesi, né la ragione per cui le telecamere lo stanno inquadrando. Hart ci teneva particolarmente: “vai avanti tu, non importa se non sei il capitano”.

Il motivo è un altro, ben più nobile, e lo si capisce quasi subito: la mascotte, che tiene per mano Defoe, è Bradley Lowery, il bambino di 5 anni malato di neuroblastoma, un tumore già in fase terminale, che nei mesi scorsi abbiamo imparato a conoscere.

I suoi occhi, il suo abbraccio, portando le mani attorno al collo dell’attaccante londinese, non sono semplici gesti di chi vede per la prima volta da vicino il proprio giocatore preferito. In quegli occhi e in quelle mani c’è complicità, c’è fiducia.

Sì, perché in effetti i due non è la prima volta che si incontrano, era già successo all’inizio del mese scorso in un letto di ospedale, dove il piccolo Bradley si stava sottoponendo alle cure previste dai medici per allungargli il più possibile la vita.

Continua a leggere la loro storia su: La storia di Jermain Defoe e Bradley Lowery: un insegnamento di vita