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Frontino, Carpegna, Fonte Avellana

Frontino, Carpegna, Fonte Avellana
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Altra gitarella fotografica! Questa volta mi sono spostata nella provincia di Pesaro-Urbino, nel Montefeltro, toccando tre piccole ed interessanti località: Frontino, Carpegna e Fonte Avellana. Ecco una mappa, per dare un’idea della loro localizzazione:

Frontino, Carpegna, Fonte Avellana

Frontino

Frontino, uno dei Borghi più belli d’Italia, appartiene alla Comunità Montana del Montefeltro e all’area del Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello. Si trova a circa 500 m slm, i residenti sono circa 300 e si affaccia sul Monte Carpegna e sulla suggestiva valle del Mutino. Le strade e le piazze di Frontino sono lastricate di ciottoli provenienti dal torrente Mutino; fiori e piante la fanno da padrone lungo le case a schiera, dando un aspetto molto ordinato!

Carpegna

La vicinissima Carpegna si trova leggermente più in alto (circa 750 m slm) ed è più densamente abitata: circa 1700 persone animano Carpegna. Nel 2011, Carpegna è stata insignita della Bandiera Trasparente, un riconoscimento assegnato a quelle località dell’entroterra che si distinguono per la purezza, la salubrità e la qualità dell’aria.
Il paese, circondato da boschi e foreste, si trova alla base dell’omonimo Monte, da cui riceve protezione in inverno e frescura in estate. Nel centro del paese abbiamo la Piazza dei Conti ed il grandioso Palazzo Carpegna, che ha oltre trecento anni. La storia di Carpegna ruota interamente attorno alla famiglia dei Conti di Carpegna, fra le più blasonate d’Italia, dalla quale derivarono molte delle nobili famiglie del passato, come i Malatesta e i Montefeltro.

Monastero di Fonte Avellana

Il Monastero di Fonte Avellana, dedicato alla Santa Croce, si trova nel comune di Serra Sant’Abbondio, nella provincia di Pesaro e Urbino, alle pendici del Monte Catria ed a 700 metri sul livello del mare.
Risale alla fine del X secolo (980 circa), quando alcuni eremiti costruirono le prime celle di un eremo che, nel corso dei secoli, si trasformerà nell’attuale monastero.

Tradizione vuole che anche Dante Alighieri sia stato ospite di questo monastero, che poi cantò nella Divina Commedia:

“Tra due liti d’Italia surgon sassi,
e non molto distanti a la tua patria,
tanto che i troni assai suonan più bassi,
e fanno un gibbo che si chiama Catria,
di sotto al quale è consecrato un ermo,
che suole esser disposto a sola latria”


Secondo gli Annales Camaldulenses, Dante nel 1318 si trovava a Gubbio, di Bosone di Gubbio e nello stesso anno avrebbe visitato Fonte Avellana.

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