Il punto della situazione

Durante l’anno funesto 2020 non ho scritto molto sul blog, nonostante il tantissimo tempo a disposizione. Ho evitato l’argomento Covid-19 come uno sciatore evita i paletti. Ho fatto solo un paio di post a mio parere utili (uno pieno di info come le attività che offrivano le consegne a domicilio e vari recapiti di uffici, l’altro su una raccolta fondi per l’ospedale) più qualche post sul Campionato di Calcio a 5 Femminile, interrotto a marzo dell’anno scorso.

E quindi…

Circa un anno fa, ho aperto il mio account TikTok per seguire alcuni utenti di un gruppo FB dove parliamo di cani. Ho iniziato da un addestratore, poi ho iniziato a seguire qualche altro utente solo perchè hanno dei cani fighi (non solo belli esteticamente ma anche belli da vedere nelle loro attività!) e infine l’algoritmo di TikTok ha fatto il resto. Ho iniziato a pubblicare qualche video anche io, ma ovviamente i followers e le views arrivano sempre trainate dai video col mio cane (molto più figo di me, ma parecchio proprio). Boh, alla fine è abbastanza carino e poi ci sono molti utenti over30, non solo ragazzi e ragazzini!
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A parte TikTok, dopo l’estate ho fatto un tentativo per un “impegno” nuovo, che al momento sembra andare abbastanza bene, nonostante tutte le mie pippe mentali ed il mio costante sentirmi fuori tempo e fuori luogo. Posso solo dire che il “momento della verità” si presenterà a Febbraio e lì saprò sicuramente se continuare ad impegnarmi o mandare tutto a quel paese.

Cos’altro… niente, sono favorevole al vaccino e non vedo l’ora di farlo. Prima ‘sto virus smette (o quasi) di circolare, prima si ridurranno tutte le limitazioni a cui siamo tutti sottoposti da quasi un anno.
Io non faccio molta vita sociale, quindi molte cose non mi hanno disturbato troppo. La cosa più fastidiosa di tutte è stata l’aver subito un brusco stop alla possibilità di lavorare: a fine gennaio avevo iniziato come lavapiatti a chiamata. Dovevo iniziare solo per una settimana, ma poi sarei stata “in lista” fra le persone da chiamare quando ci fossero state ferie, malattie o carichi di lavoro (magari dovuti a catering ed eventi). Grazie alla pandemia ho lavorato un’altra settimana… ad ottobre! E da allora nulla…

Cose che mi mancano (una lista di robe poco importanti, ne sono consapevole):
– lo sport. Io riesco ad allenarmi e divertirmi solo negli sport di squadra. L’unica eccezione è stato il corso di difesa personale, in cui comunque ti ritrovi in mezzo ad altra gente e la differenza è minima. Allenamenti e partitelle mi mancano. Tante volte ho pensato di fare allenamento in casa o di andare a correre, tanto l’abbigliamento sportivo non mi manca… niente, gnafaccio! E dovrei anche perché sono approdata alla taglia XL (non che me ne freghi qualcosa, ma finora ero rimasta sempre in bilico tra M e L grazie allo sport) e questo è no buono perché devo ricomprare roba!
– L’All You Can Eat al cinogiappi. Mi manca andare lì, sedermi e mangiare tutto quello che mi pare alla cifra fissa di 25 € a cena! Data la quantità di roba che mi piace, mi ci vuole minimo il doppio (sconto asporto incluso!) per avere una cena soddisfacente;
– il cinema. Sì ok lo streaming gratuito come VVVID, ok l’abbonamento a Netflix (aperto a marzo, che coincidenza), ma il maxischermo e l’acustica del cinema non può batterli nessuno. Soprattutto i film belli pieni di effetti speciali. I prossimi cinefumettoni Marvel voglio andare a vederli lì, non sul 15″ del mio pc o sulla TV collegata col Fire Stick;
– fare le passeggiate col cane senza avere gli occhi sempre appiccicati all’orologio. Anche se polizia e carabinieri mi conoscono (faccio sempre lo stesso giro, alla stessa ora) e non mi fermano più, è comunque una rottura di scatole;
– andare alle serate delle coverband che fanno musica Anni Settanta, Ottanta e Novanta, magari nel solito pub superaffollato di gente che mi frega il posto e blocca i camerieri proprio quando stanno venendo al mio tavolo;
non poter andare da qualche parte perché “sapete che il martedì e il giovedì mi alleno!” o perché proprio quel venerdì o sabato “c’è la partita, il portiere serve!”;
– essere quella che riceve la pizza per ultima in pizzeria, com’è sempre stato e sempre sarà nei secoli dei secoli amen.

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