LA “PEREGRINATIO MARIAE”

LA PEREGRINATIO MARIAE

La statua fabrianese fu donata dai Cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Il 13 novembre 1949 ritornò a Fabriano la statua della Madonna Pellegrina per completare il giro delle parrocchie della città.

È la “Peregrinatio Mariae”, la traslazione dell’immagine mariana in un territorio che ha origini assai remote. L’ultima in Italia fu fatta nell’immediato dopoguerra.

L’iniziativa, ideata dal gesuita padre Riccardo Lombardi, fu approvata dall’allora Papa Pio XII che tanto aveva a cuore il richiamo ed il ritorno alla fede cattolica. Secondo la Chiesa, la Madonna, nel suo peregrinare, avrebbe portato pace agli irrequieti ed agli esagitati, forza ai codardi, conforto ai malati, aiuto ai bisognosi e, soprattutto, fede agli infedeli e agli incostanti.

Far girare in Italia una sola statua, ovviamente, era impensabile. Allora si pensò di usare contemporaneamente tante statue dando l’incombenza ad ogni Diocesi. Il loro compito era quello di procurarsi una statua e di farla girare solennemente in ogni parrocchia del proprio territorio. La nostra Diocesi non era territorialmente per niente simile all’attuale, ma questa è un’altra storia.

La nostra statua venne donata alla nostra Diocesi dai Cavalieri del Santo Sepolcro e benedetta a Milano. Arrivò a Fabriano sabato 5 marzo 1949 e venne collocata in Cattedrale per la pubblica venerazione. Il lunedì successivo partì per essere accolta nelle varie parrocchie delle frazioni. Le cronache locali riportano che la giornata era caratterizzata da pioggia mista a neve ma che all’uscire della statua dalla città per Porta Magenta (Piano) il cielo si rasserenò.

La statua veniva accolta in ogni parrocchia con festosa accoglienza e devota illuminazione, spari e fuochi d’artificio. A seconda del numero dei parrocchiani, la statua sostò da due giorni a una settimana per parrocchia. Rimase in sosta a seguito delle mietiture, ma sempre in venerazione, nel tempio di San Vittore dal 12 giugno al 10 luglio. Domenica 13 novembre la statua ritornò a Fabriano per girare le parrocchie della città e non solo: fabbriche, strade, case.

Ho letto il programma, intenso e bellissimo, di allora: riunioni in parrocchia, messe, guardia d’onore giorno e notte alla Vergine, meditazioni e istruzioni al popolo, conferenze per sole donne e per soli uomini, benedizione e distribuzione delle immagini del Cuore Immacolato di Maria, consacrazione delle famiglie al Cuore Immacolato di Maria, messe per fanciulli, consacrazione delle madri, ricordo dei morti, giornate dedicate agli studenti, all’Azione Cattolica e al Papa, veglie, Rosario, canti corali e tanto altro ancora. Leggendo i giornali locali dell’epoca si percepisce quanto ogni cittadino si sia dato da fare per omaggiare la Vergine e come nella Diocesi sia passato il messaggio di amore e di pace cristiana del Santo Vangelo.

La statua venne poi collocata in Cattedrale verso la fine del mese di novembre.

[Luciano Stroppa]

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