Essere persone riservate

Ultimo aggiornamento:

Questo è un post lunghetto!
Girovagando su Facebook, sono inciampata in questo post di Noemi Zenzale:

🌷 ELOGIO DELLA RISERVATEZZA
Piacere, sono una persona riservata.
Forse lo ero anche prima, quando ero bambina. Mi sa di sì. Forse la cosa mi è stata sottolineata fin da allora come fosse una anomalia, una difettosità, qualcosa da tollerare.
.
Piacere, sono una persona riservata.
Negli anni mi hanno detto di tutto. Che sono ad esempio “timida, chiusa, antipatica, saccente o una che se la tira e sta sempre sulle sue”.
“Ma chi si crede di essere quella lì?” mormorava qualcuno.
Chi mi credo di essere? Niente di che, immagino. Forse me stessa? Forse una me stessa diversa da te? Una me stessa che dà fastidio a qualcosa di te?
.
Piacere, sono una persona riservata.
Si chiama introversione. La tua forse si chiama estroversione o ignoranza? Sono “colori” diversi. Tutto qua. Come io sono mora e tu sei biondo o rossiccio. Hai qualche problema con i mori?
.
Piacere, sono una persona riservata.
E ora ti spiego bene. Io, noi “riservati” siamo più lenti di te, di voi. Sì certo. Noi impieghiamo più tempo ad avvicinare, aprire, confidare, stare. E impieghiamo più tempo perché siamo dei grandi osservatori, siamo attenti, siamo sensibili, siamo introspettivi. Siamo aperti al mondo con antenne finissime che cercano di cogliere le sfumature della vita.
.
E ora ti dico un’altra cosa. Quando ci diamo, dopo un po’ è vero, ci diamo con tutti noi stessi, con cuore e mente. Con un cuore colmo di riflessività e un cuore pieno di sensibilità ed allegria.
.
Piacere, siamo persone splendide e questo è un elogio a noi e ai nostri colori.
❤️🌻
.
Basta con le etichette! Qualsiasi esse siano non servono a nulla di funzionale, se non a ferire ed allontanare.

Mi ha colpito perché il primo paragrafo parla di me. Ho continuato a leggere per vedere se continuava a farlo.

Anche il secondo parla di me. Mi sono sentita dire le stesse cose.
Anche qualcuna in più.
Una frase che mi è rimasta impressa è stata
“Ho sempre avuto l’impressione che tu fossi una persona un po’… non so, oscura… non in senso offensivo eh, però… non so…”
e non sapevo come reagire, mi veniva sia da ridere sia da mandare questa persona a quel paese. Mi faceva più ridere però, “oscura”: so’ Batman!
Mi fa ancora ridere ma accanto alle altre osservazioni un po’ meno. Forse non c’è tanto da ridere. Non so, non ho ancora deciso.



Il terzo paragrafo sono ancora io. Quella vena polemica che si intravede tra una parola e l’altra, tra una riga e l’altra. Hai qualche problema? Risolvitelo!!! it’s totally me.



A questo punto, a metà del testo, inizio a non essere più tanto d’accordo con ciò che c’è scritto. L’unica frase che mi trova d’accordo è Io, noi “riservati” siamo più lenti di te, di voi. Sì certo. Noi impieghiamo più tempo ad avvicinare, aprire, confidare, stare.. Per quanto mi riguarda, è verissimo. Non sono d’accordo con il resto dell’elenco dei perché ciò accade. Non so se sono una grande osservatrice, se sono attenta o se sono sensibile. Introspettiva sì, sono tanto introspettiva da passare ore intere a pensare a qualunque cosa. Mi è stato detto che penso troppo, che “rimugino”. Il modo migliore per non farmi tentare mai più di esternare qualcosa, grazie. A parte le cavolate che dico, a ruota. Quelle non mancano mai, sono una fabbrica di stupidaggini. Qualunque cosa pur di non portare i discorsi troppo sul personale. Le cose personali sono appunto personali, le tengo per me.

La parte finale sul cuore e sulle “persone splendide” mi sembra la classica filosofia da social per avere like e condivisioni. Ci stanno, d’altronde è una pagina Facebook e per circolare ha bisogno proprio di likes e condivisioni. E’ solo il concetto che non mi convince. Non mi sento né splendida né piena di colori, solo questo.

Precedente Fabriano verso il Natale! Appuntamenti di Dicembre 2018 Successivo [How To] Social Fixer – Tab “Tips”